ECHI DALLA CRITICA

Da IL RESTO DEL CARLINO del 13 aprile 1985

Di Giulio Ruffini hanno parlato i critici più importanti e uomini impegnati sui fronti più disparati della cultura. Da questo ampio ventaglio di giudizi emerge un profilo tanto lusinghiero quanto attendibile del pittore ravennate. Scegliamo quasi a caso alcune frasi, fra le tante scritte in occasione delle mostre più significative o ricavate da alcune delle lettere che gli sono state inviate:

Tono Zancanaro 
Egli è uno dei più rari buoni disegnatori oggi esistenti in Italia

Renato Guttuso 
Sarò lieto di scrivere una testimonianza su di te

Emilio Vedova 
Ho già, come tu sai, tue cose, volentieri farei un cambio con te

Piero Chiara
Pagato un debito naturale al realismo o neorealismo contemporaneo e anche un po’ alla retorica contemporanea, la tua pittura si libera da ogni suggestione e in alcuni quadri fa capire quanta forza abbia in se’ e quanto alimento possa trovare nella fantasia

Don Francesco Fuschini
Il suo Cristo è nel senso più fondo della Bibbia. Me lo tengo davanti e mi parla.

Marcello Azzolini
In Ruffini è sempre stata una ostinata ricerca della sostanza umana delle cose, in un angolazione visuale romantica

Luigi Carluccio
Nelle ultime opere grafiche di Ruffini questo clima lancinante raggiunge una straordinaria evidenza, si è fatto teso e compatto

Raffaele de Grada
Ruffini con la sua moralità, ha seguito per tutti questi anni la legge del nostro tempo, diventando una delle personalità più singolari di questo ricco ma confuso panorama presentatoci dalla pittura moderna italiana

Mario de Micheli
Da un realismo puntiglioso, lungo il suo itinerario, è passato a forme più fantastiche e simboliche, benché sempre ancorato al rapporto con la realtà

Carlo L. Ragghianti
…ma il placcato ampio e fermo del colore reagente e compositivamente scalato, lo sta portando, come nelle “ donne in riposo” verso lasse e strofe che si sviluppano e si rintoccano con una serrata intensità

Giorgio Ruggeri 
Ravennate è molto legato alla sua terra da molteplici e complessi affetti, ma su tutto campeggia struggente il rimpianto di un mondo che va scomparendo 

Dal catalogo della mostra "TRE ARTISTI IN ROMAGNA" Piraccini Ruffini Sartelli Faenza 1973

Francesco Arcangeli
“mai arreso, col suo alto talento di grafico e con le sue doti di pittore, a dir l’ultima parola alla propria storia”

da GIULIO RUFFINI edizioni ELECTA catalogo 1997

Gianni Morelli
Ruffini è un testimone del nostro tempo che si affida al linguaggio della elegia: per questo non troviamo in lui gesti aspri o conclusivi, ma appunto un comporre senza posa con tenerezza e animo sensibile quanto i suoi occhi vigili osservano senza chiudersi mai, neanche quando il sonno ristoratore lo prende. Dario Trento 
...la pittura di Ruffini traccia un percorso personale: l’artista di volta in volta ha piegato codici e simboli a modellare una esperienza autonoma. La sua azione ha, impresso una impronta inconfondibile, corrispondente al sedimento delle differenze storiche e geografiche che hanno agito nella sua persona e nell’ambiente in cui ha vissuto. 

Flavio Caroli

Da una lettera a Rina Melandri del 4 ottobre 2010

………..Come potrei non commuovermi, quando vedo i mazzi di fiori, così simili a quelli che Giulio Ruffini dipinse per mascherare una crepa su uno specchio di casa, con me che lo guardavo, nella mattina di primavera, per capire il mistero di quei colori infinitamente attraenti, morbidi e lucidi come gelati?.............................

Da INMAGAZINE RAVENNA n. 2 marzo/aprile 2012 

Flavio Caroli 
….E’ positivo il parere di Caroli sulla pittura romagnola di un tempo…………”poi l’arte romagnola ha nuotato nella normalità “…… dei pittori recenti ha un bel ricordo di Ruffini: “Quand’ero bambino, avrò avuto 10 anni, venne a casa mia a restaurare una crepa nello specchio. Ho seguito la sua pittura anche quando sono andato via da Mezzano. E’ quello che stimo di più fra i suoi contemporanei”

Da WALL STREET INTERNATIONAL giugno 2014

Luisa Mariani 
…….Da subito mi guarda in maniera ammiccante “Nudo con maschera” di Giulio Ruffini è un dipinto ad olio su compensato, che ritrae un nudo di donna, provocatoriamente stesa uu un divano; il profilo del corpo mostra una inarcatura felina, la muscolatura è sottolineata in maniera evidente, le braccia, avvolte da lunghi guanti neri che la fasciano fino al gomito, sono sensualmente aggressive, una mano regge una maschera bianca che copre tutto il viso della donna, solo i capelli ondeggiano in libertà e fanno da cornice al volto che non c’è. Quali saranno le sue reali fattezze, quale espressione degli occhi, quali i pensieri che potrebbero essere rivelati se non ci fosse l a maschera??............. 

Da Ravennati a viso aperto di Giovanni Zaccherini (D. Montanari editore pag. 180)

Personaggi di ieri e di oggi 

……….Mostrava a volte un’apparente rudezza, per nascondere uno scavo doloroso nei recessi più profondi del suo animo, che si manifestava nella riproposizione quasi ossessiva della figura materna (rappresentata a volte addirittura con tre mani) legata al nutrimento primario, al pane, al ricordo di lei che, incinta faticava ancora sotto il sole estivo come bracciante. Ma nella sua opera aleggiano anche altri fantasmi: la donna seduttiva e seduttrice, al limite della perversione, che spesso è identificata con la lubrica Italia fascista….